Un nuovo regolamento per semplificare la sostenibilità aziendale
La Commissione europea ha adottato una proposta di regolamento delegato nell’ambito del Regolamento Omnibus I, con l’obiettivo di rendere più agevole l’applicazione della tassonomia UE per le attività sostenibili. Si tratta di una misura strategica che punta a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, rafforzandone la competitività e preservando allo stesso tempo gli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione. La proposta arriva in risposta alle difficoltà riscontrate nel primo periodo di applicazione del regolamento, offrendo un nuovo equilibrio tra sostenibilità e operatività.
Tassonomia e informativa: il quadro normativo
La tassonomia europea è stata introdotta con il Regolamento (UE) 2020/852, con l’obiettivo di fornire una classificazione chiara e scientificamente fondata delle attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale. Dal 2022, le imprese devono rendicontare le loro attività in base a criteri tecnici e indicatori di sostenibilità. L’atto delegato del 2021 aveva già tracciato una prima linea guida, ma oggi si punta a snellire ulteriormente il sistema, mantenendo alta la trasparenza e l’allineamento con il Green Deal europeo.
Le misure di semplificazione proposte
Il regolamento proposto include una serie di modifiche concrete e operative, tra cui:
- Esenzione dal calcolo di ammissibilità e allineamento alla tassonomia per attività non rilevanti economicamente
- Semplificazione della spesa operativa (OpEx) per le imprese non finanziarie quando considerata marginale
- Flessibilità per le banche nel segnalare i KPI della tassonomia: possibilità di sospensione per 2 anni
- Riduzione dei dati da comunicare: -64% per le società non finanziarie, -89% per quelle finanziarie
- Snellimento dei criteri per il principio “non arrecare un danno significativo” all’ambiente, in particolare per le sostanze chimiche
Applicazione a partire dal 2026
Le nuove semplificazioni sulla tassonomia entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2026, con riferimento all’esercizio finanziario 2025. Tuttavia, la Commissione ha previsto un’opzione di flessibilità: le imprese che lo riterranno più adatto alla propria organizzazione interna potranno applicare le modifiche a partire dal 2026, così da adattarsi gradualmente al nuovo quadro normativo. Questa apertura rappresenta una risposta concreta alle istanze provenienti soprattutto dalle PMI e dalle realtà imprenditoriali più piccole, spesso penalizzate da processi troppo complessi.
Più efficienza per la finanza sostenibile
Con questa proposta di semplificazione, l’Unione Europea intende dare una spinta significativa alla diffusione della finanza sostenibile e alla transizione ecologica del sistema produttivo europeo. La revisione della tassonomia non stravolge i principi fondanti, ma introduce strumenti più flessibili, proporzionati e pragmatici. Una scelta che mira a incentivare gli investimenti nelle attività realmente sostenibili, rendendo più efficaci i processi di reporting ambientale e rafforzando la fiducia nel sistema. Un passo concreto verso un futuro a basse emissioni di carbonio e ad alta responsabilità ambientale.
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