Diminuisce la produzione di rifiuti speciali
Nel corso del 2022, con la guerra in Ucraina e la crisi energetica abbiamo assistito a una riduzione della produzione di rifiuti speciali:
Le diverse attività prese in causa dal trattamento di questi rifiuti, registrano una diminuzione del 2,1% equivalente a 3,4 milioni di tonnellate in meno rispetto al 2021.
Diminuzione e aumento delle varie tipologie di rifiuto
La produzione di rifiuti pericolosi vede un calo di 680 mila tonnellate (-6,4%), seguito dalla produzione di rifiuti non pericolosi che cala di 2,7 mln di tonnellate (-1,8%). Il settore delle costruzioni e demolizioni rappresenta quello con la maggiore produzione totale di rifiuti speciali, concorrendo per il 50% alla produzione complessiva. Il dato complessivo vede i rifiuti speciali non pericolosi ammontare a 151,4 mln di tonnellate e quelli pericolosi a quasi 10 milioni di tonnellate. E’ il settore manifatturiero ad incidere maggiormente sulla produzione dei rifiuti pericolosi con il 37,3%, corrispondente a 3,7 mln di tonnellate.
Dove si consuma di più?
Il nord d’Italia evidenzia la maggior produzione di rifiuti speciali, con quasi 92,7 mln di tonnellate, mentre al Sud il valore di produzione è di 40,6 mln di tonnellate.
Il recupero di materia costituisce la quota predominante della gestione dei rifiuti speciali con il 72,2% (127,6 mln di tonnellate), mentre le operazioni di smaltimento rappresentano il 14,9%. Lo smaltimento in discarica interessa circa 8,9 milioni di tonnellate di rifiuti (il 5% del totale gestito).
Diversi flussi di rifiuti
Il quantitativo di rifiuti prodotti contenenti amianto (243 mila tonnellate) è in diminuzione rispetto al 2021 (-28,3%). Per i veicoli fuori uso il reimpiego e riciclaggio sono complessivamente pari all’86%. Le tonnellate di pneumatici fuori uso gestite in Italia sono circa 520. I fanghi di depurazione delle acque reflue urbane presentano una contrazione di poco superiore alle 40 mila tonnellate rispetto al 2021. Il 79,8% dei rifiuti da costruzione e demolizione è stato riciclato. I rifiuti sanitari pericolosi rilevano un decremento superiore al 3% rispetto al 2021.
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